
In esclusiva per Piacenzasette l’ordine del giorno della Commissione speciale aree militari, approvato col voto favorevole di tutti i commissari presenti e due astensioni il 3 ottobre 2008 e fatto proprio dal Consiglio comunale del 27 ottobre con 28 voti favorevoli e un solo contrario.
La Commissione ha sviluppato la sua attività in coerenza con il mandato ricevuto dal Consiglio comunale (delibera di istituzione della Commissione del 14 dicembre 2007) e sulla base del Piano di lavoro presentato dal Presidente, discusso e condiviso nella riunione dell’8 febbraio 2008. La comparazione tra il lavoro effettivamente svolto giunti a metà dei 18 mesi previsti e gli impegni assunti nei documenti citati mostra in tutta evidenza che molto resta ancora da fare.
La Commissione è espressione del Consiglio comunale: proprio perciò, nel totale rispetto dell’autonomia politica di ogni gruppo consigliare, esprime rammarico per il mancato contributo del gruppo di An e auspica un positivo superamento di tale situazione. Essa ha operato autonomamente rispetto al Sindaco e alla Giunta (interlocutori primi di Difesa e Demanio), attraverso contatti tra il Presidente e l’Assessore delegato, il Vice sindaco Francesco Cacciatore. Sotto questo profilo segnala il ritardo nell’avvio del Psc (mancata discussione e adozione da parte del Consiglio almeno delle Linee di indirizzo dello stesso), naturale cornice dell’attività della Commissione. In questo senso, il presente ordine del giorno vuole essere una sollecitazione – e insieme un primo contributo – alla Giunta e al Consiglio ad attuare quanto prima gli impegni al riguardo.
La Commissione ha operato (e continuerà a farlo) secondo i principi di trasparenza e partecipazione, del resto previsti dalla legge in ogni fase della pianificazione territoriale. A tal fine, nelle sue modalità di funzionamento interno come nel rapporto con il Consiglio e in quello con la città (anche attraverso la collaborazione dei mezzi di informazione locale), è impegnata a favorire la conoscenza corretta e diffusa delle situazioni sulle quali si è chiamati a scegliere per il bene comune dell’intera collettività piacentina. In coerenza con tale impostazione, sollecita l’attivazione di tutti gli strumenti partecipativi e di concertazione previsti nei processi di formazione del Ptcp e del Psc.
La Commissione sottolinea la firma del Protocollo di Intesa tra Ministero della Difesa e Comune di Piacenza dell’aprile 2008, che fissa in due anni da tale data il tempo per pervenire ad un Accordo di programma sulla permuta tra nuovo stabilimento militare e aree e infrastrutture dell’Esercito presenti sul territorio di Piacenza. La Commissione invita Sindaco e Giunta a prendere contatti il più sollecitamente possibile con il nuovo Governo (in particolare Difesa e Demanio), con modalità che, nel rispetto dei rispettivi ruoli, prevedano il coinvolgimento della Commissione stessa nel prosieguo del percorso avviato.
Tutto ciò premesso, la Commissione invita il Consiglio comunale di Piacenza a esprimere orientamento favorevole affinchè:
- Il trasferimento dello stabilimento militare – che offre oggi la possibilità di sviluppare e proiettare nel futuro uno dei tradizionali punti di forza dell’economia piacentina, che ha assicurato nei decenni lavoro e reddito a migliaia di famiglie – avvenga in aree adeguate alle esigenze infrastrutturali della Difesa e compatibili con le classificazioni urbanistiche vigenti, preferibilmente senza ulteriore consumo di territorio, comunque seguendo il criterio del massimo vantaggio per il pubblico;
- La costruzione del nuovo Polo industriale di mantenimento pesante costituisca un’occasione per rilanciare e imporre l’effettiva attuazione del trasferimento di quote rilevanti del trasporto-merci da gomma a ferro (come da progetto “Piacenza città del ferro”), contribuendo a ridisegnare l’intero sistema della viabilità piacentina anche nei suo collegamenti nazionali e internazionali;
- Considerati la preoccupante stagnazione dell’economia, incluso il mercato immobiliare (sia residenziale che commerciale e produttivo), e l’impegno finanziario che la delocalizzazione del Polo militare comporta, il Comune sviluppi contatti con tutte le forze economiche ed imprenditoriali disponibili ad intervenire sul territorio, per esaminare insieme la portata dell’operazione e le opportunità di sviluppo, valutando in particolare la realizzabiliità di investimenti che – come è avvenuto nei secoli scorsi per l’intervento di Stato e Chiesa – confermino un ruolo nazionale e internazionale di Piacenza;
- Si attivino quanto prima tutti i canali politici e istituzionali necessari a ottenere – per progetti importanti attuabili nella prospettiva della permuta – finanziamenti adeguati (a livello europeo, nazionale, regionale, provinciale);
- Nelle aree militari e demaniali che si libererebbero attraverso permuta e piani di valorizzazione si adotti il criterio che il loro recupero e riqualificazione incrementi il sistema integrato dei parchi dentro e intorno alla città, sviluppi e migliori la rete delle piste ciclabili, sforzandosi di aumentare gli indici di permeabilità complessiva del territorio piacentino, privilegiando il mantenimento a verde delle zone già a copertura vegetale;
- Considerato che le aree militari sono particolarmente a Piacenza un’occasione irripetibile per una “ricucitura” della città e per tentare di conferirle un nuovo assetto unitario (le scelte vanno fatte mettendo sempre in conto le reciproche implicazioni, cioè prevedendo spazi di connessione tra funzioni non separabili: verde, piazze, servizi, residenziale, attività di studio, commerciali, economiche ecc.); richiamati i consolidati punti di forza della città (città-snodo, funzione di cerniera nazionale e internazionale, punto di diramazione verso la campagna e le valli appenniniche), che possono attirare nuove energie economiche e residenziali; si assumano come criteri nell’individuazione delle aree strategiche per il suo futuro sviluppo armonico (criteri da far confluire nelle Linee guida del PSC e porre a base del prospettato Concorso internazionale di idee) quelle che vengono individuate come le principali potenzialità/criticità della città oggi:
- Mobilità/Inquinamento [utilizzo della tradizionale linea ferroviaria verso Milano e verso Parma, dopo l’entrata in funzione dell’Alta Velocità, come metropolitana interregionale diurna e trasporto merci notturno; possibile metropolitana cittadina di superficie circolare intorno alle mura (o tangente ad esse), e conseguente radicale modificazione in quantità e caratteristiche dei mezzi del trasporto pubblico cittadino, collegamento coi parcheggi scambiatori (da implementare) ecc.; in prospettiva, collegamento autostradale tra A21 e A1, che trasformi l’attuale tangenziale Nord in una infrastruttura del traffico urbano e non più del trasporto nazionale e internazionale]
- Centro storico [a partire dal Po, che va recuperato nel suo aspetto rivierasco e alla possibile navigabilità (in prospettiva porto fluviale a Pc), nella consapevolezza che il centro storico è patrimonio e identità di tutta la città e non solo di chi ci abita o lavora, riqualificazione integrale e valorizzazione dell’intera area all’interno delle mura, combinando l’offerta artistica e storico-culturale col rilancio di commercio-artigianato di qualità, recuperando prestigiosi edifici storici come il Bastione di Porta Borghetto, l’ex Ospedale Militare ecc., introducendo servizi mancanti, per esempio educativi]
- Formazione-sviluppo-lavoro [coordinare la nuova collocazione e lo sviluppo del Polo militare con il sistema della formazione, l’Università, nuove opportunità di sviluppo economico sostenibile: attivando corsi di studi specialistici in grado di attirare studenti anche non piacentini (prevedendo adeguate strutture di accoglienza); favorendo, come è avvenuto in passato, la ricaduta generalizzata sul territorio della ricerca e produzione in campo militare; rafforzando e incrementando i Laboratori e Centri di ricerca operanti o attirabili sul territorio piacentino, anche individuando una collocazione per la produzione dei prototipi già oggi sviluppati nei Laboratori esistenti]
- Esigenze abitative, sociali e culturali [nella misura compatibile con il molto già costruito e in costruzione sulle aree industriali dismesse, edilizia popolare che venga incontro alle esigenze dei “nuovi” piacentini e residenziale di qualità; nuove strutture pubbliche educative dalla prima infanzia all’istruzione secondaria; nuove strutture museali, teatrali, bibliotecarie, ricreative, sportive, fruibili dai cittadini ma non necessariamente da sostenere con la fiscalità generale].
Costituisce integrazione del presente documento, l’Ordine del giorno presentato dal Consigliere Bruno Galvani e approvato nella seduta del 14 marzo 2008, sul rigoroso rispetto delle normative per l’inserimento al lavoro dei diversamente abili nel futuro stabilimento militare piacentino.
