«Il risultato è ottimo per il marketing della città, ma la manifestazione avrebbe bisogno di cambiamenti». Promossa solo a metà la terza edizione del Festival del diritto. Umberto Fantigrossi contesta una direzione del Festival, «troppo “commerciale” e poco incline ad accogliere gli stimoli che arrivano dalla città».
«L’edizione 2010 è stata molto utile per la città – commenta Fantigrossi – perché è stata visitata da tantissime persone e ha avuto visibilità sui media nazionali: il Festival del diritto si conferma un ottimo evento di marketing territoriale. Quest’anno alcuni eventi sono stati di livello notevole e lo si è visto per la partecipazione».
Non mancano però le possibilità di miglioramento. «Bisognerebbe lavorare sulla formula, e su qualche problema intrinseco presente. Già in passato avevo sottolineato come “vizio d’origine” la radice commerciale: la quasi totalità dei relatori e dei libri presentati ruotano attorno alla casa editrice Laterza che organizza il Festival. In parte è inevitabile, ma il Comune e la collettività di Piacenza dovrebbero dare indicazioni per superare i limiti».
La distinzione tra eventi principali e secondari, per collocazione spaziale e temporale potrebbe così, almeno in certi casi, essere sovvertita. «I pochi spazi hanno spinto alcuni ordini professionali come quelli degli avvocati e dei commercialisti a non partecipare all’evento».
Il tessuto sociale e culturale dovrebbe essere coinvolto maggiormente, anche per integrare le proposte che provengono dagli organizzatori del Festival. «La direzione del Festival dovrebbe essere più aperta a proposte alternative: Piacenza ha tutto il diritto di chiedere più spazio – conclude Fantigrossi – perché offre strutture e personale per la buona riuscita del Festival».